Wednesday, 30 December 2009

Elettroshock

Needs to fly away. Voglia di volare, scappare, vagare. Non sono capace di stare ferma nello stesso posto a lungo.
Persone che vanno e vengono. Non é una madre che se ne va, non un padre che non é nemmeno arrivato. Vanno, vengono, ogni tanto si fermano.
A volte sembra di non riconoscere più le persone, di accoglierle, di lasciarle andar via come fumo tra le mani. Di non vederle quando sono vicine, di immaginarle quando sono lontane.
Sperare di reincontrarle sempre uguali, come te le ricordi nel loro momento migliore, sperare di riguadagnare il tempo perduto. E non riconoscerle, e rimanere delusi. Tristi. Distanti e diversi.
Profeti di parole che non appartengono alla loro bocca, alla loro anima, alla loro vita. Messaggeri di conformismo e vecchie abitudini detestabili.
Cosa mi ha insegnato la vita finora: ad essere libera dai pregiudizi, a non giudicare, a non stare zitta davanti a ciò che non mi piace, a lottare per quello che voglio se quello che voglio é giusto e non nuoce a chi mi sta intorno. Quello che ho visto e vissuto nei miei 24 anni di vita mi ha insegnato a non essere schiava di niente e nessuno. Perciò io rifiuto le silenziose volatili regole sociali. Non mi sono mai conformata, non inizierò a farlo e non accetterò mai e poi mai il giudizio di chi mi sta intorno. Siamo liberi di vivere la nostra vita come decidiamo di viverla, liberi, nel limite in cui riusciamo ad essere indipendenti. Non possiamo vivere con il peso delle aspettative altrui riposto su di noi. Io posso essere una figlia, una nipote, potrò essere una madre, ma voglio essere sempre io, una sola persona. E sono fatta così: sono fatta male, o bene, o sono intelligente per alcuni, sono antipatica e altezzosa per altri, sono cattiva per altri ancora. Ma riesco ad essere sempre quello che sono con tutti, senza nessuna differenza. Prendere o lasciare. Spesso fa male anche a me.
Io mi chiedo perché la gente non riesce a vivere la propria vita senza impicciarsi in quella degli altri, o si sforza di capire il motivo per cui alcune persone agiscano in modo differente dalla "norma". Ma che diamine é la norma? le leggi di uno stato? la legge di dio? le convenzioni sociali? Forse 50 anni fa mi avrebbero chiusa in manicomio. Legata a un letto ed elettrizzata. Fatta tacere la mia testa, la mia bocca, i miei pensieri.

Wednesday, 11 November 2009

Pensierino

Eleonora combatte la desiderabilità sociale!!!
Desiderabilità sociale: "questa fa sì che le persone cerchino di comportarsi in modo idealistico, ossia tendano a sembrare più "normali" possibile, nel senso di maggiormente "adeguate alla norma".
ORROREEEE

Saturday, 31 October 2009

Io sono Uno, Unico e Irripetibile

Si é spento uno degli uomini piu' importanti della mia vita. Un nonno, quando il mio nonno vero mi ha lasciata senza che me ne rendessi conto. Troppo piccola per capire la morte.
Un Maestro unico, che ci ha insegnato molto piu' di quello che la scuola dovrebbe insegnare. Mi ha insegnato ad essere quello che volevo essere, senza paura di mostrare la mia individualita'. Ci ha insegnato che ognuno di noi era "Uno, Unico e Irripetibile". Arte, musica, matematica, sapeva tutto di tutto. Un grande. Geniale nella sua stranezza. Soprattutto ci ha insegnato la LIBERTA'.
La tolleranza e il rispetto per la bellezza della diversità.
Ciao Maestro.

Wednesday, 21 October 2009

Sbagliando si impara.
Non commetterò gli stessi errori.
Riconoscerò i segnali, niente falsità.

Tutto quello che mi hai tolto. Quante cose una canzone può racchiudere.

Forse non riusciro' a darti il meglio
piu' volte hai trovato i miei sforzi inutili
forse non riusciro' a darti il meglio
piu' volte hai trovato i miei gesti ridicoli

Come se non bastasse
l'aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse
tutta la forza del mio amore

E non ho fatto altro che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perche' non ero abbastanza
ed ho capito soltanto adesso che avevi paura

Forse non riusciro' a darti il meglio
ma ho fatto i miei conti ed ho scoperto che non possiedo di piu'

- Blunotte - Carmen Consoli

Tuesday, 25 August 2009

Supposizioni

Si potrebbe dire che sono felice per la prima volta nella mia vita?

Saturday, 22 August 2009

come si chiama questo?

come si chiama questa cosa sconosciuta?
quando ti svegli e hai voglia di chiacchierare, quando ti alzi e il silenzio non ti assorda, bevi un caffe' e lo gusti goccia per goccia. Guardi negli occhi Una Persona e ridi o sorridi senza dire una parola. Ti senti forte come una montagna. Senti che quella sensazione di nausea che ti ha perseguitato negli ultimi anni non appena aprivi gli occhi la mattina, e' scomparsa senza lasciar traccia. Potresti andare in cima al mondo con Una Persona, con il sole, la pioggia o il vento.
Non so come si chiama. Non voglio dargli un nome, ma mi piace e non voglio che passi mai.

Monday, 10 August 2009

Ladro di ImmaginAZIONE

Se potessi scriverti una lettera senza doverne subire le conseguenze, per quanto virtuali, ti direi che mi hai rubato le ali. Mi hai rubato le rime, le parole, le poesie, la penna e l'inchiostro.
Mi hai rubato i giochi di parole e il cinismo e l'umorismo.
Hai tolto i colori al mio mondo. Le dimensioni.
Io potevo essere tante cose, ma mi hai fatto piombare nel silenzio, mi hai legato le mani e anche i piedi. Mi hai ridotta in un angolo coperta di polvere, immobile. Un oggetto posseduto.
Per ogni immagine che mi hai rubato mi hai tagliato un pezzo di lingua e di cuore dandomi l'illusione di non averne bisogno, creando un incantesimo che mi ha reso schiava di un desiderio non mio, di un bisogno che non ho mai sentito ma che ho cercato di fuggire.
I fogli che riempivo sono rimasti intatti, colmi di echi in bianco e nero.
Ho perso i colori.
Sei stato furbo perche' mi hai fatto credere di non essere capace. Ma qualcuno mi ha insegnato, molto prima di te, che la frase "non sono capace" non mi appartiene.
Sei il ladro della mia immaginazione.
Sta tutta rinchiusa nelle segrete della mia testa, del mio ventre e del cuore e dell'anima, se esiste. Se potessi dirti che anima o animale, che forse sono la stessa cosa?, dorme dentro di me, ti direi senza alcun dubbio che ospito un drago nutrito di rabbia.
Mi hai anestetizzato e la cosa piu'odiosa e' che la colpa e' anche mia. Mi sono abbandonata totalmente come una bambina, o una bambola di pezza.
Mi hai cancellato gli istinti. Mi hai tagliato le braccia.
Mi hai addomesticato. Io non ho mai chiesto di essere addomesticata.
Mi hai resa dipendente, incapace di prendere decisioni senza chiederti un'opinione che in realta' non mi interessava. Era solo per mantenere intatta l'illusione di un comando che per te era necessario.
Io mi sono cancellata.
Ora si ricomincia a giocare. Solo sono un po' arrugginita...

Sunday, 19 July 2009

il mondo arrotolato

Trasloco, si cambia, sole, pioggia, vento, freddo, ma che diavolo di estate mi tocca sopportare in Scozia???
Impacchettando e arrotolando si slitta verso una nuova avventura, un nuovo anno.
Un vecchio anno cominciato con una moka dimenticata, senza calze, un letto piccolo e verde e nessuno con cui condividere una colazione di brioche con burro e marmellata. Una citta' che era solo un quartiere o una strada e un parco. Profumi e odori diversi. Persone.
Prime notti passate pensando che un giorno avrei rivisto quelle notti nella mia memoria e avrei sorriso di timori lontani.
Tutto nuovo e grande e lontano dalla vita di prima. Tutto eccitante.
Una promessa che a lungo avevo atteso, esaudita, azzurra distesa nel tempo davanti ai miei passi nel presente, verso il futuro. Quante volte sognai di lasciare tutto?
alla fine l'ho fatto.
E un giorno mi fermero', lo giuro, ma sono stata ferma troppo a lungo.
Io devo muovermi, spostarmi e poi riposarmi. Sono un uccello migratore. Sono un gatto dei tetti!
Sono io.

Thursday, 16 July 2009

Yes!

If I were a carpenter
And you were a lady,
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?

If a tinker were my trade
would you still find me,
Carrying the pots I made,
Following behind me.

Save my love through loneliness,
Save my love for sorrow,
I'm given you my onliness,
Come give your tomorrow.

If I worked my hands in wood,
Would you still love me?
Answer me babe, "Yes I would,
I'll put you above me."

If I were a miller
at a mill wheel grinding,
would you miss your color box,
and your soft shoe shining?

If I were a carpenter
and you were a lady,
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?
Would you marry anyway?
Would you have my baby?

Friday, 3 July 2009

una montagna sopra la testa


Non bisogna mai dare nulla per scontato, sicuro, certo.
Soprattutto le persone. Non fare alcuno sforzo per dimostrare alle persone che si amano quello che si sente è un grave errore. Lo si fa forse per paura, forse per precauzione, per abitudine, o per evitare una delusione. Le persone non sono oggetti che si possiedono, hanno le gambe e un cervello per decidere di fuggire, e di lasciarsi dietro le spalle un presente che presto, prestissimo, diventa passato. Dare se stessi ad un'altra persona è più facile di quanto sembri, quando si ama. Aver paura non è la strada. Non si vive ogni istante, non si cresce, non si cammina insieme, all'ombra del passato o nel timore del futuro. Si spreca se stessi e si richia di perdere ciò che si è conquistato. E basta un momento.


Ora vado al lago in bici! non sarà il mare, ma è bello no? questa è casa mia, un po' la amo un po' la odio, ma quella montagna è sempre stata sopra la mia testa e lei non ha nessuna colpa!
ciau


Sunday, 14 June 2009

Abbiamo un cactus di nome Dexter. Si tratta di un piccolo cactussino con spine gialle, acquistato in una serra a 150 gradi di calore e con un tasso di umidita` pari al 99,9 %. Un caldo allucinante ma quei pochi spiccioli spesi andranno ad un'associazione di medici che operano in Sierra Leone. Non so se queste sono le cose che fanno sentire meglio noi esseri umani dell'emisfero fortunato del mondo, ma io mi sono sentita bene a parlare con un medico che invece che sentirsi un dio sulla terra (come accade alla maggior parte dei medici italiani, o non, che fanno il loro mestiere solo per denaro), ha passato tutta la giornata chiuso in una serra bollente a vendere cactus, piantine tropicali e collane africane a tutti noi comuni passeggiatori del festival del West End.
Io mi sono sentita bene e forse una volta in piu` ho capito che non vale la pena buttare le mie giornate in pensieri neri, come succede ogni tanto, non serve a nulla. Forse noi umani ci sentiamo meglio quando ci rendiamo conto che c'e` qualcuno da qualche parte che sta peggio di noi. Lo trovo orrendo, ma a volte vedere in faccia la realta` di un mondo totalmente diverso in cui un bambino, in ogni caso, sempre e comunque sorride, anche se deformato o dilaniato da una mina antiuomo, fa pensare. Fa pensare alla VITA. E in una serra a ventimila gradi, si pensa piu` lentamente ma piu` intensamente, forse.
Quante cose si potrebbero fare. E ieri ho visto un video di un nuovo missile super sonico esibito con orgoglio dall'aeronautica militare di non so quale Paese. Ogni missile costa 1 milione di euro. Esattamente la stessa cifra chiesta dal medico dei cactus ad un'associazione italiana per andare in Sierra Leone a portare a termine la costruzione di un ospedale.
Ma in che mondo camminiamo?

Wednesday, 10 June 2009

Io odio questa altalena emozionale, odio non sentirmi stabile, odio i miei cambiamenti di umore.
Sempre dietro l'angolo ad aspettarmi. Mia madre che mi vede attraverso la webcam e si preoccupa, o che solo dalla voce riconosce questi momenti di mortalita` sensoriale. Dice che ho il viso triste, che le sembro preoccupata. Chiede se tutto va bene. Puo` capitare di non sentirsi al massimo delle forze, di non poter sentire la felicita` sapendo di averla, dopotutto?
Sta in agguato, pronta a risalire, solo aspetta il momento giusto, il momento estremo, come sempre. Perche` non mi piace la tranquillita` evidentemente. Tutto troppo fermo ma instabile. Tutto silenzioso, prevedibile e ripetitivo.
Comunque, ora vado a cenare con chi di bello e buono sta sempre vicino a me.
Basta lamenti.
Avremo una casa con giardino

Friday, 29 May 2009

...mai stata così rilassata, così serena e abbandonata, così viva e così perduta

Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo
Che la scuotesse proprio come un tuono
Che la calmasse come un perdono
Che la possedesse e fosse anche un dono

Era tanto tempo che aspettava l'Uomo
Che la ipnotizzasse solo con il suono
Di quella sua voce dolce e impertinente
Che proprio non ci poteva fare niente

Che la fa sentire intelligente
Bella, porca ed elegante
Come se fosse nuda tra la gente
Ma pura e santa come un diamante

Un Uomo dolce e duro nell'Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l'Amore

Per seppellirsi tutta nell'odore
Che le rimane addosso delle ore
Che non si vuole mai più lavare
Per non rischiare di dimenticare

Che le ricordi che sa amare
Un Uomo che sappia rassicurare
Che la faccia osare di sognarsi
Come non é mai riuscita ad immaginarsi

Un Uomo pieno di tramonti
D'istanti, di racconti e d'orizzonti
Che ti guarda e dice: "Cosa senti?"
Come se leggesse nei tuoi sentimenti

Un Uomo senza senso
Anche un po' fragile ma così intenso
Con quel suo odore di fumo denso
Di tabacco e vino e anche d'incenso

Impresentabile ai tuoi genitori
Così coerente anche negli errori
Proprio a te che fino all'altroieri
Ti controllavi anche nei desideri

Tu che vivevi nell'illusione
Di dominare ogni tua passione
Tu che disprezzavi la troppa emozione
Come nemica della Ragione

Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata

Un Uomo dolce e duro nell'Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l'Amore


Eugenio Finardi, "Un Uomo", Occhi 1996

Tuesday, 19 May 2009

Monday, 18 May 2009

They'll never ever grow up?


Eli girovaga per Glasgow, poi fa tappa silenziosa al giardino botanico per riprendere fiato dai rumori della citta`. Ha incontrato in un negozio una donna incantata da dei barattoli con tappi colorati. Plastica blu verde rosa e gialla. Nella parte interna del tappo c'erano degli omini piccoli piccoli, come appesi al tappo. La donna guarda la Eli e le dice, ridendo piano, che non cresceranno mai. Dice "Capisci? non cresceranno mai" ride e ripete "they will never ever grow up". E ancora "they never ever grew up". Sorride a Eli che la ascolta affascinata e se ne va.
THE END

Certe persone vivono nel ricordo o nel rimpianto del passato, altre nella paura o nella speranza del futuro. Entrambe sprecano il presente.
E` un peccato lasciar scorrere le giornate senza nemmeno dar loro uno sguardo, chissa` cosa ci possono riservare?

Sunday, 17 May 2009

Sterilita` emozionale

certa gente non ha proprio vergogna di essere stronza e di dimostrarlo ad ogni occasione. Che nervi. Che affondino nella propria futile e sterile esistenza, sfruttando le persone occasionalmente ma rimanendo IRRIMEDIABILMENTE-SOLE SOLE E SOLE.
Fuck you. C'e` chi non e` in grado di amare e di prendersi cura delle persone, c'e` invece chi e` capace, o almeno ci prova con i mezzi che ha.
Forse non sono la persona migliore della terra in fatto di amore, forse, come mi ha detto qualcuno, non saro` mai capace, o non trovero` mai la pace, o sono destinata a far soffrire gli uomini della mia vita come eredita` famigliare...be per ora non ci voglio credere. Io ci provo, con tutte le forze.
C'e` chi nemmeno ci prova, c'e` chi riesce soltanto a succhiare l'amore altrui come un vampiro senza nulla, dico NULLA da dare in cambio, se non egoismo e pura STRONZAGGINE.
Uff ma vaffanculo. Non voglio piu` perdere tempo, ho un bicchiere di vino che mi aspetta.

Saturday, 9 May 2009

MCB. a.k.a. the MacCowboy

M. dorme di giorno e sta sveglio di notte. E non mi fa sentire sola.
Se fosse un cowboy vincerebbe un sacco di soldi a poker e io sarei sempre con lui, non per i soldi, naturalmente. Andremmo in giro per i villaggi del Far West a vincere denaro sporco e con quello potremmo viaggiare coi nostri cavalli dove ci pare e piace, di giorno o di notte. Quando ne avremmo voglia. Dormire sotto le stelle, giocare a poker, bere un sacco, fare l'amore, ridere, viaggiare, lanciare i cavalli al galoppo. Io avrei una pistola d'argento infilata nel reggicalze e uno di quei corsetti che soffocano le tette. Pero` se M. fosse un cowboy sarebbe amico degli indiani!
e non si taglierebbe mai la barba. Ma quello gia` lo fa. Suonerebbe sempre una piccola fisarmonica e il piano nei saloon di passaggio, ascolterebbe i suoni del deserto e sognerebbe di costruire una macchina supersonica piena di strumenti musicali da portarsi dove vuole, sempre con lui in una borsa di pelle attaccata alla groppa del cavallo. (Sognerebbe un Mac, per intenderci, con GarageBand e tutti i possibili programmini annessi).
Un MaCowboy. Io sarei una felicissima MacCowgirl.

Friday, 8 May 2009

Diversamente felici

Io ho un libro bellissimo, il piu` bello del mondo, per quanto mi riguarda. E il Musicista ha una miriade di strumenti nuovi. E` felice come un bimbo a Natale. O come un bimbo spagnolo per i reyes. Io sono felice con il mio nuovo libro, il Musicista e tutti i suoi suoni meravigliosi. Certo qualche volta rompe le scatole, ma non e` far musica anche quello? e` soltanto suonare note diverse dal solito, disordinate, sparse, cacofoniche. Pero` fanno ridere e ci fanno perdere, almeno per un po'. Fa niente se rompe le palle, ogni tanto, solo ogni tanto.
Anche io lo faccio.

Thursday, 7 May 2009

The cave of spleen

Aubrey Beardsley
...presente quando ti senti annoiata, inutilizzata, inutile, trasparente, noiosa, odiosa, incazzata, violenta, sanguigna, brutta, adorabile, cattiva, insopportabile, intollerante. Incompleta. Bisognosa. Vieni qui con me-a fare-niente-non mi va di non fare niente. E allora meglio fare niente da qualche altra parte. Non c'e` molto da dire ormai? e` puro spleen, direbbero.
Praticamente una carcassa abbandonata, ma con un certo fascino, per qualcuno.
Dovrei sparire, andare a correre insieme alla tempesta che imperversa sopra glasgow.
Chissa` se la ruggine mi rende piu` affascinante.
Nel frattempo aspetto che la noia mi avvolga fino al sonno.
Non ho un posto. Ho bisogno di scappare sui tetti qualche volta.

Arianna non si perse nel labirinto...

Perdersi

Aspettare che tutto migliori, in attesa di un futuro piu`...divertente, appassionante, interessante? e` soltanto una perdita di tempo. Se non ci piace come vanno le cose ci abbattiamo e ci iberniamo in attesa di un qualcosa che forse arrivera` o non arrivera`. O vivendo nei ricordi del passato. E che ne e` di quelle persone che ci stanno vicino nel presente?
Non diamo loro la giusta importanza, e questo ci fa perdere tante, troppe cose. E forse quelle persone si stancano di aspettare che ci risvegliamo. Che ci rendiamo conto di quanto sia importante vivere giorno per giorno, anche se tutto puo` sembrarci noioso o inutile, o se siamo semplicemente incazzati. Legittimo. Ma quante cose perdiamo se agiamo in questo modo?
Aspettando.
Le persone che ci amano lo fanno oggi e domani e il giorno dopo e il giorno dopo ancora, ma lo possono fare per sempre se noi non diamo nulla in cambio? non tutti sono disposti ad attendere "un momento migliore".
Se si vuole vivere di riflessi passati o abbagli futuri, meglio stare da soli.
Non si possono illudere le persone che si crede di amare.
Se tutto era piu` bello prima, ma poi qualcosa e` successo, tutto e` crollato in mille pezzi e bisogna ricominciare da capo, la delusione ci rende prigionieri. Se si trovano persone che vale la pena amare, perche` non sfruttare il momento? forse finira`, forse andra` avanti per molto tempo.
Perche` dare tutto per scontato?
Perche` gli esseri umani non possono semplicemente guardare avanti e pensare soltanto a sfruttare la felicita`, cosi` rara, cosi` temporanea.
Non capisco.
Che passa per la testa di certe persone? Fuggire. Aspettare.
Significa solo: perdere quello che la vita ci sta offrendo. Forse la cosa piu` preziosa che potremmo mai desiderare.

Wednesday, 6 May 2009

pensierino

Penso che certe canzoni ti fanno venire voglia di spogliarti persino dell'ultimo strato di pelle.

Tuesday, 5 May 2009

CIARPAME MADE IN ITALY!!!

siiiiiiii, ciarpame ciarpame ciarpame!!! e` sempre un piacere seguire i gossip di casa Italia! sono orgogliosa di venire da un paesiello in cui il premier visita personalmente il popolo, non so, mi ricorda un Mussolini abbronzato che taglia le spighe con i contadini dell'Emilia, direi quasi poetico, futuribile, ma piu` moderno, vicino alle giovani generazioni italiche pronte a svendersi per un posticino in tivvi`, e chissa` forse poi in Parlamento, un giorno non lontano. E` un piacere essere laureata italiana autoesiliata perche` se non sei una piccola bionda demente che si fa fare il book fotografico da mami e papi (due coglioni col marchio DOCG) per il compleanno di 17 e un paio di tette nuove per i 18, non sei nessuno in Italy.
Se glie mostro il culo a "papi", che dite, me lo paga il master alla Glasgow University?
Meglio un anno di MINIERA.
CREPA!

Monday, 4 May 2009

Passa e scorre. Va via.

Silenzio. "La prendiamo stanotte?"
"Che?", sussurrando.
"Ma come che? Lei. Dico: Lei" indicando un punto non definito del buio.
"Ah. E che ne so, non so nemmeno se esiste veramente". Silenzio.
Sbuffando " Ma com'e`, spiegami bene com'e`, che non me l'hai mai detto. Dico, e` bella?".
"Senti te l'ho gia` detto una volta, non l'ho mai vista, ma so che c'e` e comunque piu` o meno so come e` fatta. Ora pero` stai zitta che senno` non viene. Si spaventa, o sente che siamo qui, anzi forse lo sa gia`". Scocciata. Fissa un punto nell'oscurita`, dove Lui dorme nel letto, una grossa massa piu` scura, respira lentamente, biascica qualcosa nel sonno.
"Secondo me non verra` mai. E poi non esiste, dai, i fantasmi non ci sono".
"Tu non hai capito nulla. I fantasmi sono il nostro passato. Se i ricordi sono troppo forti, troppo importanti o troppo dolorosi, eccoli che tornano, ogni notte, quando dormiamo. Per quello non dormo. Vivo dei Suoi ricordi. Non li conosco bene, ma mi fanno paura, sai. Per quello La voglio prendere e La voglio mettere in quel vasetto. Poi La porto lontano. Forse La butto nel mare. Ti va di accompagnarmi?". Fissa attentamente l'Altra negli occhi.
"Certo che ti accompagno, se la prendiamo. E` la seconda notte, anzi la terza, che stiamo qui e non succede niente…non so, forse e` inutile.”
“Allora, se non vuoi essere d’aiuto sparisci. Le Amiche servono anche per queste cose: credere a cose incredibili, se fanno felice un’amica. Io lo farei per te! Prometto.” La guarda negli occhi, che brillano al buio.
“Glielo hai detto?”
Muove la testa impercettibilmente. E`chiaramente un no.
“Penserebbe che sono pazza. E poi e` mio dovere liberarlo senza che se ne renda conto, questo fanno le persone che amano.”
“Ma non puoi semplicemente non pensarci. Lei e` un ricordo, tu sei viva. Che te ne importa scusa? Non puoi vivere in un passato che non ti appartiene. Anche tu hai il tuo.” Non la guarda negli occhi, ha paura dell’Altra.
Improvvisamente, sorprendentemente: “Hai ragione. Lo so io e lo sai tu. E` solo un modo per vederLa. Se Lei arriva e La vedo e Lei vede me, poi capisce e capisco anche io. E le chiedo di entrare nella bottiglia, tanto non sara` piu` grande di una lucciola, capisci? Ma non puo` continuare a splendere dove non c’e` piu` posto per Lei. Glielo chiedo gentilmente. Le direi –entra nel barattolo- solo per un poco. Poi La libererei. Nel mare come ti ho detto, lontano. Dove ci siano onde che La sospingano, via, via da me. E poi potremmo dormire e vivere. “
“Va bene. Lo puoi fare. Fallo. Eccola!” incredula.
Una luce, piccola, vaga, vicino a Lui che dorme.

In spiaggia. Accendono un falo`.
“Non pensavo volessi bruciarla.”
“Non so, credo sia meglio cosi`.”
“Non pensi che il fuoco bruci troppo, si spegne troppo difficilmente. L’acqua scorre, canta, purifica, porta via, e` sempre nuova e fresca. Meglio per la tua indole.”
Le onde si infrangono, la lucina e` gia` lontana.
“Mi sento meglio”. Ora c’e` luce.

Sunday, 3 May 2009

Quando la matematica non e` un'opinione ed e` chiara persino a me!

Tutti gli altri sono in un altro pub. Tutti gli altri chi, perdonami? La persona X e la persona Y. Ah. TUTTI GLI ALTRI e` una frase che risponde, o dovrebbe rispondere, ad un requisito essenziale, cioe` la completezza. Quindi non e` possibile definire due persone "tutti gli altri", capito? soprattutto se ci si riferisce ad un gruppo di amici composto da 16 persone e 14 stanno in un posto mentre X e Y stanno in un altro. La matematica non e` un'opinione. X e Y non sono che una piccola minuscola ronzante e fastidiosa parte di quel famoso gruppo dei "tutti". Sono stata abbastanza chiara? Questo e` un chiarissimo esempio della concretezza della matematica nella vita di tutti i giorni, chiara perfino a me, che sono una gran CAPRA in matematica.

Thursday, 16 April 2009

Meglio non volare alto se non si ha tempo

Certi "artisti" fanno solo grandi cagate ma tali si definiscono perchè hanno avuto genitori molto molto accondiscendenti e troppo poco pratici. Beati loro. Quando sei piccolo e tutti gli scarabocchi che fai sono appesi in ogni angolo, poi cresci e ti dicono che hai talento (e non ne hai, oggettivamente) e i tuoi ti pagano l'accademia, ti lasciano tagliare i capelli a zero, o fare i rasta, tingerti di rosa, far finta di essere gay o altre cose alternative-chic, E INOLTRE hanno molti soldi o antenati illustri per cui solo il tuo FOTTUTO COGNOME CONTA nell'angolo buio della tela, se sei "pittore/pittrice", o della foto, se sei fotografo/a o chissàchecazzo...allora sei un'artista. I miei disegni, le mie foto, le mie cazzate fatte con la ceramica, i miei collage, sono apparsi sulle pareti di casa a distanza di più di 10 anni. Nessuno mi ha mai messo i bastoni fra le ruote, nessuno mi ha mai detto "non sei brava" e nemmeno mi hanno impedito di scegliere la mia strada. La colpa è solo mia. E dell'idea di maledettissima praticità che mi sono fatta mettere in testa. Ho visto il sito di una specie di artistella che fa mostre. Io non avrei mai il coraggio di presentare quello che facevo come "arte", a nessuno. Perchè per me non era all'altezza. Lei lo ha fatto, e altri come lei.
Mi manca la faccia tosta. Tutto qui, non me l'hanno insegnata. E' una cosa che i proletari non insegnano. Meglio non volare troppo alto, soprattutto quando non hai il tempo libero per farlo. E la fantasia scivola via...

Saturday, 4 April 2009

Dolce far niente. Cerridwen...

Secondo un AUTOREVOLISSIMO test di facebook, se fossi una divinità celtica sarei Cerridwen.
I test sono stupidi, ma quando non si ha proprio NULLA DA FARE in lettere maiuscole, è carino cazzeggiare folleggiando in inutili websites ascoltando musica.
Poi, questa Cerridwen mi piace!

In Welsh legend, Cerridwen represents the crone, which is the darker aspect of the goddess. She has powers of prophecy, and is the keeper of the cauldron of knowledge and inspiration in the Underworld. As typical of Celtic goddesses, she has two children: daughter Crearwy is fair and light, but son Afagddu (also called Morfran) is dark, ugly and malevolent.

The Symbols of Cerridwen: change and rebirth and transformation are all under the control of this powerful Celtic goddess.

The Cauldron of Knowledge: Cerridwen's magical cauldron held a potion that granted knowledge and inspiration, however, it had to be brewed for a year and a day to reach its potency.

As a goddess of the Underworld, Cerridwen is often symbolized by a white sow, which represents both her fecundity and fertility and her strength as a mother. She is both the Mother and the Crone; many modern Pagans honor Cerridwen for her close association to the full moon.

Quando la filosofia era amore

Rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto. 2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va. 3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

Wednesday, 1 April 2009

Tutto arriva per chi sa aspettare, ma...

Sveglia. Doccia fulminea (che stavolta non mi son fatta fregare il bagno). Return ticket for Crosshill, what? crosshill, what? c-r-o-s-s-h-i-l-l. 2.95 £. Ore 8.45, base room, tea with milk; non finito. 8.55-10.35 lezione, che S. aveva l'esame e non aveva ancora scritto le domande nè praticato lo speaking. Treno 10.55. Central station. Exhibition centre. Caffè e 2 chiacchiere in cucina (ma non come quelle di Roma, bei vecchi tempi, ore davanti a tazzine e tazzine di buon caffè, con buone amiche, un'ottima coinquilina oratrice). Che, tra parentesi, qui il problema non è la lingua, il problema è la totale mancanza di intelligenza e cultura. Sempre a blaterare, a parlare a vanvera di cose idiote, che ogni tanto può andare, ma poi basta. Qualcuno si salva, comunque. Camera. Divano. Fottuto computer. Silenzio. Il sole se n'è andato.
Come è difficile capire la felicità altrui! Nessuna domanda, a volte è meglio aspettare. Tutto arriva per chi sa aspettare. Ma sei felice?

Tuesday, 31 March 2009

Qualcuno mi porta via? O mi dà una spinta...

E' tutto così prevedibilmente programmato, ma chi ce lo fa fare?
Ma perchè dobbiamo correre e correre e programmare e cercare e sbatterci la testa al muro? O farcela sbattere.
Fa freddo, nonostante sia aprile, nuvole e nuvole e nuvole. Ma che cos'è? Io non voglio viverci qui, in un paese con nuvole senza opinioni. Nessuno ha opinioni qui. E me ne sto chiusa in una scatola di giocattoli, con uno di quei cubetti che se li apri salta fuori la testa di un pagliaccetto-joker dalla risata satanica. A pensare e programmare, una bambola di pezza. Cerca cerca cerca, chiusa nel recinto delle pecore che me l'hanno ficcato nel cervello senza che glielo chiedessi. Avreste potuto essere più gentili, almeno, sotanto chiedere: possiamo farti un lavaggio del cervello? possiamo eh? vero che possiamo? Inquadrata. Annoiata. Dov'è il sole? me lo date un po' di mare? qui si congelano le passioni.
Quante cose vorrei fare, non finisco mai di pensare. Mille idee, niente in mano. Nessuno mi ha mai spinto, non mi hanno dato la speranza di poter fare cose inutili, anzi, le chiamo inutili. Sono persa! Studiare qualcosa che sia utile, non sei nella posizione di dare libero sfogo alle tue visioni. Certo. Sennò non trovi lavoro. Niente perdite di tempo. Avevi promesso.
Se scrivi perdi tempo. Se non sei figlia-nipote-amica-di...perdi tempo. Se disegni non guadagni. Non ho abbastanza soldi per: una macchina fotografica, andare all'estero, fare un corso di inglese-fotografia-pittura, il liceo artistico non ti dà niente, sei troppo timida non ti nota nessuno quando canti-suoni, troppa autoironia, poco spirito competitivo, un ego piccolino, forte, ma non astuto. Non gridi, non sgomiti. Ma dove vuoi andare. Dentro, torna nelle linee, torna nel recinto. Che solo alcuni possono permettersi di essere artisti.
Qualcuno mi porta via?

Monday, 2 March 2009

Un violino che dorme sul sofa

C'è un bambino con la barba che dorme nel mio letto. Imbronciato ma bello. Un raggio di sole che bacia il giacinto sulla scrivania. Il silenzio che dorme nelle foglie di una pianta senza un nome. Che però ha fatto dei figli, quindi chi se ne importa del nome? Il vasetto dello yogurt finito, un profumo di albicocche che direi quasi vero. Ci sono io che scrivo per terra, anzi ci sono io che digito. La digitale purpurea, che però non è qui, è solo nella mia testa. Un moscerino che si arrampica sulla cassettiera, quella rotta ma viola. Un cappello senza una testa e gli occhiali senza gli occhi, che stanno dormendo dietro palpebre rosse di sonno. Il rumore di un elicottero che riempie quel silenzio assopito fra le foglie della pianta che ha figliato. Il tabacco nella scatola sulla mensola, un altro e un altro e un altro e un altro, fino a sei. L'accendino rosa consumato, niente gas, niente scintilla, niente fiamma, un po' come certe persone. Ho letto: empty vessels make the most noise, e mi è piaciuta. Un violino che dorme sul sofa, se apri la custodia forse escono troppe note, meglio tenerla chiusa, che se scappano poi non so più come ritrovarle. Magari si infilano sotto il divano e chi le ripesca più poi? rispondono solo al padrone: ma il padrone dorme, con la barba, imbronciato ma bello, con gli occhi stanchi dietro le palpebre rosse di sonno.
Io non scrivo più. Non digito più, esco dalla stanza, dalla casa, nella strada, in classe.

Saturday, 28 February 2009

Sul perchè l'Italia e i conservatori mi fanno (momentaneamente) pena.

Il momentaneamente del titolo si riferisce soltanto all'Italia. Non ai conservatori. La "pena" potrebbe essere facilmente sostiutita dalla parola "ribrezzo", ma non sono ancora arrivata a questo punto. Non ancora, appunto.
Era da qualche giorno che non leggevo il giornale della patria lontana, ebbene, ho avuto la sventura di aprire la pagina web de "La Repubblica" proprio stamattina e che ci trovo: politici che svendono ai capi di stato donnine in cambio di centrali nucleari, carambinieri che arrestano padri accusati di omicidio per aver lasciato che la natura (o Dio o chi cazzo vi pare) facesse il suo corso.
Non sono un'intellettuale, ma so leggere e ragionare, ma ad un livello superiore rispetto alla maggioranza degli italiani dotati di cervello medio e cellulare, che è l'unica cosa che è rimasta ai miei compaesani per stimolare al minimo sindacale le connessioni neuroniche di quei piccoli cervellini cattolico democristiani. Io non posso sentirmi italiana in questo momento, non posso assolutamente. Mi viene istantaneamente da vomitare a pensare di fare parte di un paese che vota come capo del governo un manager demente - demenza senile galoppante - con le sue fottutissime cazzutissime battute sulle donne, le sue corna al parlamento europeo, la villa in Sardegna, l'umorismo da Bar Sport e le figlie su Vanity Fair. Ah già, adesso anche le centrali nucleari e le aspirazioni bonapartiano-mussoliniane anti presidente della repubblica/anti Costituzione. Domani che leggerò sul giornale? ANNUNCIATA LA MARCIA SU ROMA. I sostenitori del nano convocati nella Piazza di Chiesa di Arcore domattina alle 9. Il capo del governo chiede ai partecipanti di portare la colazione al sacco, visto che la crisi economica sta colpendo un po'tutti, mica solo gli operai!

L'articolo di Umberto Eco mi è piaciuto moltissimo:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html

Sunday, 22 February 2009

over 50 years to learn

- There is a very fine line between ‘hobby’ and ‘mental illness.’
- The most destructive force in the universe is gossip.
- There comes a time when you should stop expecting other people to make a big deal about your birthday. That time is age eleven.
- A person, who is nice to you, but rude to a waiter, is not a nice person. (This is very important. Pay attention. It never fails.)
- Your friends love you anyway.

Lo so, niente di personale, ma ogni tanto fa bene copiare le idee degli altri. La prima cosa sugli hobby è semplicemente GENIALE e tristemente vero. Sono felice di poter lasciare lo spazio "hobby" desolatamente bianco quando devo compilare un curriculum o qualsiasi altra application form. Nessun hobby. Potrei dire "leggere" è vero ma solo in parte, perchè non è un vero hobby una cosa che non viene ripetuta ossessivamente nel tempo con precisione calcolata. Adoro leggere, ho letto migliaia di libri da quando imparai a leggere, ma devo avere l'ispirazione. Sono pigra. Mi piace scrivere, ma non lo faccio compulsivamente da quando ho smesso di essere un'adolescente complessata. Non colleziono francobolli, non dipingo, non guardo serie televisive e non ho nemmeno la tv, non seguo nessuna moda particolare, non ho una passione assoluta. Conosco persone così, e mi spaventano. Le trovo ridicole. Se poi sono mielosamente disgustosamente gentilissime con me (ma non con un cameriere!) e pretendono di vivere al centro dell'attenzione di tutti coloro che le circondano (si smette a 11 anni, un po'come i compleanni con i palloncini e i clown e i 15 minuti di gloria), e per di più sono bugiarde e invidiose, in competizione cronica...BOOOOOOM. Sparite.
"Me stessa/o" in senso assoluto è l'unica persona con cui vale la pena mettersi in competizione.
Alla fine, my friends love me anyway. E mi mancano.

http://rachelc.tumblr.com/post/54669308/16-things-that-it-took-me-over-50-years-to-learn

Thursday, 19 February 2009

Skye? amazing!

Appena tornata da un tour scozzese all'isola di Skye, che malgrado il nome poetico purtroppo mi fa pensare alla rete privata gestita da non so chi, insomma quella là, quella dei deficenti che guardano le partite di calcio di tutto il mondo conosciuto e sconosciuto (Marziani VS Venusiani serie C2), quella delle idiote che si flippano guardando matrimoni milionari a Manhattan, quella di chi senza il grande fratello giorno e notte, pranzi, cene, scopate, telecamere nel cesso, non saprebbero veramente come sfruttare il proprio tempo libero. Leggi: casalinghe e lobotomizzati defilippiani (un buon 70 % della popolazione italiana, non contando bebè, persone non in grado di vedere la tv per motivi di salute molto gravi o cecità).
Vivere senza tv giova alla salute, forse l'unica cosa che mi manca sono i cartoni animati, toh, giusto per migliorare il mio inglese partendo dalle basi più basilari, con i presentatori imbambolati che parlano lentamente per insegnare un corretto inglese ai bimbi anglosassoni. Invece no, io sono partita dal corso accelerato, con insegnanti scozzesi da 10 generazioni che all'inizio rispondevo yes o maybe a tutto e rimanevo a studiare le reazioni per capire se almeno qualche parola, o il senso generale, l'avevo compreso. Il più delle volte mi andava bene, le altre volte facevo grandi enormi figure di cacca. Ma d'altronde c'è sempre il mio caro vecchio "allafinesticazzi". Torna sempre utile. Comunque, per concludere, Skye, l'isola, è veramente fantastica. O direi, come piace alle mie amiche M. e A., that's amazing!

Sunday, 8 February 2009

l'inganno dei social network

Con facebook e tutte ste cose tecnologiche la gente si convince di conoscerci bene, fin troppo bene, tanto che si sentono autorizzati a giudicarci. Forse cancellerò il mio account FB(I) così non sarò più tenuta sotto controllo da nessuno, o per lo meno eviterò di dover spiegare a persone che più o meno sono mie amiche cose che non le riguardano e che sono, il 90% delle volte, sciocchezze che scrivo per me medesima. Cioè: fatti o frasi ridicole che dico o che mi sento dire ogni giorno, che mi fanno ridere o incazzare o intristire o emozionare. Le scrivo a ruota libera perchè...perchè mi va, punto e basta. Non hanno un perchè, non hanno un senso alcune volte. Altre volte lo hanno. Ma se tutto nella nostra esistenza dovesse avere un senso o una ragione, mi dispiace ma non esisterebbe l'amore, la follia, la rabbia, l'alcool, e io non voglio vivere in un mondo lobotomizzato dove non esistono tutte queste cose. Non possiamo essere sempre allegri e felici e sorridenti, ci si può arrabbiare, si può passare una giornata a letto perchè non si ha voglia di vedere nessuno, ci si può innamorare di chiunque e ridere da soli in mezzo alla strada. Senza che un semi sconosciuto mi fermi e mi chieda: "Perchè ridi da sola in mezzo alla strada?". Perchè l'asfalto è romantico, tonto! Fatti miei. E siccome credo di essere una persona abbastanza intelligente ma psicologicamente alquanto altalenante; e siccome la vita mi ha sbattuta qua e là diverse volte e per di più fa di tutto per circondarmi di persone che si divertono a mettermi i bastoni fra le ruote, e me le mette pure vicino, molto vicino, troppo vicino, credo di avere tutto il diritto di sbroccare ogni tanto. Voce del verbo sbroccare: dal romanesco, andare fuori di testa, impazzire temporaneamente, mandare tutti a quel paese quando si cerca solo di vivere e lasciar vivere, ma evidentemente per certe persone non è possibile nè immaginabile.
Le persone devono scavare, chiedere, informarsi, sorriderti, prenderti come modello, confrontarsi. Io dico a queste persone: fatelo, ma non prendetemi in giro, non cercate di fregarmi, non cercate la competizione, perchè se avete un problema la soluzione sta solo dentro di voi, non sta nel primeggiare non sta nella vita esterna, ma solo ed esclusivamente dentro la vostra coscienza. Io ci combatto già abbastanza.

Friday, 6 February 2009

Un caffè con la museruola

comprare una moka. Ma su facebook si scrivono un mucchio di fesserie (fb è il diavolo).
La moka che ho trovato nel negozio meid in itali di Byres Rd costava 65 pounds. Ora. Non so. Ma io credo di essere quasi in crisi di astinenza...mi tremano le mani e sudo freddo. Allora forse dovrei andare al Kelvingrove Cafè o da Costa, quello nei sotterranei di una libreria, o da Beanscene dove dicono di fare vero caffè italiano, dove hanno i quadri più tristi del mondo. Tutte le "caffetterie" che si spacciano come tali hanno quadri osceni con vecchi ciccioni con la faccia da stregatto sudamericano, ma si chiamano Luigi o Mario e sono prozii sbarcati nel Kelvin (fiume glaswegiano) da Napoli nel lontano millenovecentoventiblabla.
E - Andiamo a bere un caffè
C - dove? un caffè vero?
E - non esistono caffè veri
C - non so...
E - da Costa
C - dov'è?
E - a Sauchiehall
C - lontano
E - a Beanscene di fronte a Kelvingrove gallery
C - lontano
E - in cucina?
C - non c'è la moka. Comunque non in tutti i caffè fanno entrare i cani.
E - ...
C - ...
E - non so, mettimi la museruola
C - ...perchè sei sempre così ambigua?
Le giornate sono un po' più lunghe adesso. Il sole tramonta intorno alle 17, o something like that.