Monday, 2 March 2009

Un violino che dorme sul sofa

C'è un bambino con la barba che dorme nel mio letto. Imbronciato ma bello. Un raggio di sole che bacia il giacinto sulla scrivania. Il silenzio che dorme nelle foglie di una pianta senza un nome. Che però ha fatto dei figli, quindi chi se ne importa del nome? Il vasetto dello yogurt finito, un profumo di albicocche che direi quasi vero. Ci sono io che scrivo per terra, anzi ci sono io che digito. La digitale purpurea, che però non è qui, è solo nella mia testa. Un moscerino che si arrampica sulla cassettiera, quella rotta ma viola. Un cappello senza una testa e gli occhiali senza gli occhi, che stanno dormendo dietro palpebre rosse di sonno. Il rumore di un elicottero che riempie quel silenzio assopito fra le foglie della pianta che ha figliato. Il tabacco nella scatola sulla mensola, un altro e un altro e un altro e un altro, fino a sei. L'accendino rosa consumato, niente gas, niente scintilla, niente fiamma, un po' come certe persone. Ho letto: empty vessels make the most noise, e mi è piaciuta. Un violino che dorme sul sofa, se apri la custodia forse escono troppe note, meglio tenerla chiusa, che se scappano poi non so più come ritrovarle. Magari si infilano sotto il divano e chi le ripesca più poi? rispondono solo al padrone: ma il padrone dorme, con la barba, imbronciato ma bello, con gli occhi stanchi dietro le palpebre rosse di sonno.
Io non scrivo più. Non digito più, esco dalla stanza, dalla casa, nella strada, in classe.

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