Se potessi scriverti una lettera senza doverne subire le conseguenze, per quanto virtuali, ti direi che mi hai rubato le ali. Mi hai rubato le rime, le parole, le poesie, la penna e l'inchiostro.
Mi hai rubato i giochi di parole e il cinismo e l'umorismo.
Hai tolto i colori al mio mondo. Le dimensioni.
Io potevo essere tante cose, ma mi hai fatto piombare nel silenzio, mi hai legato le mani e anche i piedi. Mi hai ridotta in un angolo coperta di polvere, immobile. Un oggetto posseduto.
Per ogni immagine che mi hai rubato mi hai tagliato un pezzo di lingua e di cuore dandomi l'illusione di non averne bisogno, creando un incantesimo che mi ha reso schiava di un desiderio non mio, di un bisogno che non ho mai sentito ma che ho cercato di fuggire.
I fogli che riempivo sono rimasti intatti, colmi di echi in bianco e nero.
Ho perso i colori.
Sei stato furbo perche' mi hai fatto credere di non essere capace. Ma qualcuno mi ha insegnato, molto prima di te, che la frase "non sono capace" non mi appartiene.
Sei il ladro della mia immaginazione.
Sta tutta rinchiusa nelle segrete della mia testa, del mio ventre e del cuore e dell'anima, se esiste. Se potessi dirti che anima o animale, che forse sono la stessa cosa?, dorme dentro di me, ti direi senza alcun dubbio che ospito un drago nutrito di rabbia.
Mi hai anestetizzato e la cosa piu'odiosa e' che la colpa e' anche mia. Mi sono abbandonata totalmente come una bambina, o una bambola di pezza.
Mi hai cancellato gli istinti. Mi hai tagliato le braccia.
Mi hai addomesticato. Io non ho mai chiesto di essere addomesticata.
Mi hai resa dipendente, incapace di prendere decisioni senza chiederti un'opinione che in realta' non mi interessava. Era solo per mantenere intatta l'illusione di un comando che per te era necessario.
Io mi sono cancellata.
Ora si ricomincia a giocare. Solo sono un po' arrugginita...
Monday, 10 August 2009
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