Monday, 4 May 2009

Passa e scorre. Va via.

Silenzio. "La prendiamo stanotte?"
"Che?", sussurrando.
"Ma come che? Lei. Dico: Lei" indicando un punto non definito del buio.
"Ah. E che ne so, non so nemmeno se esiste veramente". Silenzio.
Sbuffando " Ma com'e`, spiegami bene com'e`, che non me l'hai mai detto. Dico, e` bella?".
"Senti te l'ho gia` detto una volta, non l'ho mai vista, ma so che c'e` e comunque piu` o meno so come e` fatta. Ora pero` stai zitta che senno` non viene. Si spaventa, o sente che siamo qui, anzi forse lo sa gia`". Scocciata. Fissa un punto nell'oscurita`, dove Lui dorme nel letto, una grossa massa piu` scura, respira lentamente, biascica qualcosa nel sonno.
"Secondo me non verra` mai. E poi non esiste, dai, i fantasmi non ci sono".
"Tu non hai capito nulla. I fantasmi sono il nostro passato. Se i ricordi sono troppo forti, troppo importanti o troppo dolorosi, eccoli che tornano, ogni notte, quando dormiamo. Per quello non dormo. Vivo dei Suoi ricordi. Non li conosco bene, ma mi fanno paura, sai. Per quello La voglio prendere e La voglio mettere in quel vasetto. Poi La porto lontano. Forse La butto nel mare. Ti va di accompagnarmi?". Fissa attentamente l'Altra negli occhi.
"Certo che ti accompagno, se la prendiamo. E` la seconda notte, anzi la terza, che stiamo qui e non succede niente…non so, forse e` inutile.”
“Allora, se non vuoi essere d’aiuto sparisci. Le Amiche servono anche per queste cose: credere a cose incredibili, se fanno felice un’amica. Io lo farei per te! Prometto.” La guarda negli occhi, che brillano al buio.
“Glielo hai detto?”
Muove la testa impercettibilmente. E`chiaramente un no.
“Penserebbe che sono pazza. E poi e` mio dovere liberarlo senza che se ne renda conto, questo fanno le persone che amano.”
“Ma non puoi semplicemente non pensarci. Lei e` un ricordo, tu sei viva. Che te ne importa scusa? Non puoi vivere in un passato che non ti appartiene. Anche tu hai il tuo.” Non la guarda negli occhi, ha paura dell’Altra.
Improvvisamente, sorprendentemente: “Hai ragione. Lo so io e lo sai tu. E` solo un modo per vederLa. Se Lei arriva e La vedo e Lei vede me, poi capisce e capisco anche io. E le chiedo di entrare nella bottiglia, tanto non sara` piu` grande di una lucciola, capisci? Ma non puo` continuare a splendere dove non c’e` piu` posto per Lei. Glielo chiedo gentilmente. Le direi –entra nel barattolo- solo per un poco. Poi La libererei. Nel mare come ti ho detto, lontano. Dove ci siano onde che La sospingano, via, via da me. E poi potremmo dormire e vivere. “
“Va bene. Lo puoi fare. Fallo. Eccola!” incredula.
Una luce, piccola, vaga, vicino a Lui che dorme.

In spiaggia. Accendono un falo`.
“Non pensavo volessi bruciarla.”
“Non so, credo sia meglio cosi`.”
“Non pensi che il fuoco bruci troppo, si spegne troppo difficilmente. L’acqua scorre, canta, purifica, porta via, e` sempre nuova e fresca. Meglio per la tua indole.”
Le onde si infrangono, la lucina e` gia` lontana.
“Mi sento meglio”. Ora c’e` luce.

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