Saturday, 28 February 2009

Sul perchè l'Italia e i conservatori mi fanno (momentaneamente) pena.

Il momentaneamente del titolo si riferisce soltanto all'Italia. Non ai conservatori. La "pena" potrebbe essere facilmente sostiutita dalla parola "ribrezzo", ma non sono ancora arrivata a questo punto. Non ancora, appunto.
Era da qualche giorno che non leggevo il giornale della patria lontana, ebbene, ho avuto la sventura di aprire la pagina web de "La Repubblica" proprio stamattina e che ci trovo: politici che svendono ai capi di stato donnine in cambio di centrali nucleari, carambinieri che arrestano padri accusati di omicidio per aver lasciato che la natura (o Dio o chi cazzo vi pare) facesse il suo corso.
Non sono un'intellettuale, ma so leggere e ragionare, ma ad un livello superiore rispetto alla maggioranza degli italiani dotati di cervello medio e cellulare, che è l'unica cosa che è rimasta ai miei compaesani per stimolare al minimo sindacale le connessioni neuroniche di quei piccoli cervellini cattolico democristiani. Io non posso sentirmi italiana in questo momento, non posso assolutamente. Mi viene istantaneamente da vomitare a pensare di fare parte di un paese che vota come capo del governo un manager demente - demenza senile galoppante - con le sue fottutissime cazzutissime battute sulle donne, le sue corna al parlamento europeo, la villa in Sardegna, l'umorismo da Bar Sport e le figlie su Vanity Fair. Ah già, adesso anche le centrali nucleari e le aspirazioni bonapartiano-mussoliniane anti presidente della repubblica/anti Costituzione. Domani che leggerò sul giornale? ANNUNCIATA LA MARCIA SU ROMA. I sostenitori del nano convocati nella Piazza di Chiesa di Arcore domattina alle 9. Il capo del governo chiede ai partecipanti di portare la colazione al sacco, visto che la crisi economica sta colpendo un po'tutti, mica solo gli operai!

L'articolo di Umberto Eco mi è piaciuto moltissimo:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html

Sunday, 22 February 2009

over 50 years to learn

- There is a very fine line between ‘hobby’ and ‘mental illness.’
- The most destructive force in the universe is gossip.
- There comes a time when you should stop expecting other people to make a big deal about your birthday. That time is age eleven.
- A person, who is nice to you, but rude to a waiter, is not a nice person. (This is very important. Pay attention. It never fails.)
- Your friends love you anyway.

Lo so, niente di personale, ma ogni tanto fa bene copiare le idee degli altri. La prima cosa sugli hobby è semplicemente GENIALE e tristemente vero. Sono felice di poter lasciare lo spazio "hobby" desolatamente bianco quando devo compilare un curriculum o qualsiasi altra application form. Nessun hobby. Potrei dire "leggere" è vero ma solo in parte, perchè non è un vero hobby una cosa che non viene ripetuta ossessivamente nel tempo con precisione calcolata. Adoro leggere, ho letto migliaia di libri da quando imparai a leggere, ma devo avere l'ispirazione. Sono pigra. Mi piace scrivere, ma non lo faccio compulsivamente da quando ho smesso di essere un'adolescente complessata. Non colleziono francobolli, non dipingo, non guardo serie televisive e non ho nemmeno la tv, non seguo nessuna moda particolare, non ho una passione assoluta. Conosco persone così, e mi spaventano. Le trovo ridicole. Se poi sono mielosamente disgustosamente gentilissime con me (ma non con un cameriere!) e pretendono di vivere al centro dell'attenzione di tutti coloro che le circondano (si smette a 11 anni, un po'come i compleanni con i palloncini e i clown e i 15 minuti di gloria), e per di più sono bugiarde e invidiose, in competizione cronica...BOOOOOOM. Sparite.
"Me stessa/o" in senso assoluto è l'unica persona con cui vale la pena mettersi in competizione.
Alla fine, my friends love me anyway. E mi mancano.

http://rachelc.tumblr.com/post/54669308/16-things-that-it-took-me-over-50-years-to-learn

Thursday, 19 February 2009

Skye? amazing!

Appena tornata da un tour scozzese all'isola di Skye, che malgrado il nome poetico purtroppo mi fa pensare alla rete privata gestita da non so chi, insomma quella là, quella dei deficenti che guardano le partite di calcio di tutto il mondo conosciuto e sconosciuto (Marziani VS Venusiani serie C2), quella delle idiote che si flippano guardando matrimoni milionari a Manhattan, quella di chi senza il grande fratello giorno e notte, pranzi, cene, scopate, telecamere nel cesso, non saprebbero veramente come sfruttare il proprio tempo libero. Leggi: casalinghe e lobotomizzati defilippiani (un buon 70 % della popolazione italiana, non contando bebè, persone non in grado di vedere la tv per motivi di salute molto gravi o cecità).
Vivere senza tv giova alla salute, forse l'unica cosa che mi manca sono i cartoni animati, toh, giusto per migliorare il mio inglese partendo dalle basi più basilari, con i presentatori imbambolati che parlano lentamente per insegnare un corretto inglese ai bimbi anglosassoni. Invece no, io sono partita dal corso accelerato, con insegnanti scozzesi da 10 generazioni che all'inizio rispondevo yes o maybe a tutto e rimanevo a studiare le reazioni per capire se almeno qualche parola, o il senso generale, l'avevo compreso. Il più delle volte mi andava bene, le altre volte facevo grandi enormi figure di cacca. Ma d'altronde c'è sempre il mio caro vecchio "allafinesticazzi". Torna sempre utile. Comunque, per concludere, Skye, l'isola, è veramente fantastica. O direi, come piace alle mie amiche M. e A., that's amazing!

Sunday, 8 February 2009

l'inganno dei social network

Con facebook e tutte ste cose tecnologiche la gente si convince di conoscerci bene, fin troppo bene, tanto che si sentono autorizzati a giudicarci. Forse cancellerò il mio account FB(I) così non sarò più tenuta sotto controllo da nessuno, o per lo meno eviterò di dover spiegare a persone che più o meno sono mie amiche cose che non le riguardano e che sono, il 90% delle volte, sciocchezze che scrivo per me medesima. Cioè: fatti o frasi ridicole che dico o che mi sento dire ogni giorno, che mi fanno ridere o incazzare o intristire o emozionare. Le scrivo a ruota libera perchè...perchè mi va, punto e basta. Non hanno un perchè, non hanno un senso alcune volte. Altre volte lo hanno. Ma se tutto nella nostra esistenza dovesse avere un senso o una ragione, mi dispiace ma non esisterebbe l'amore, la follia, la rabbia, l'alcool, e io non voglio vivere in un mondo lobotomizzato dove non esistono tutte queste cose. Non possiamo essere sempre allegri e felici e sorridenti, ci si può arrabbiare, si può passare una giornata a letto perchè non si ha voglia di vedere nessuno, ci si può innamorare di chiunque e ridere da soli in mezzo alla strada. Senza che un semi sconosciuto mi fermi e mi chieda: "Perchè ridi da sola in mezzo alla strada?". Perchè l'asfalto è romantico, tonto! Fatti miei. E siccome credo di essere una persona abbastanza intelligente ma psicologicamente alquanto altalenante; e siccome la vita mi ha sbattuta qua e là diverse volte e per di più fa di tutto per circondarmi di persone che si divertono a mettermi i bastoni fra le ruote, e me le mette pure vicino, molto vicino, troppo vicino, credo di avere tutto il diritto di sbroccare ogni tanto. Voce del verbo sbroccare: dal romanesco, andare fuori di testa, impazzire temporaneamente, mandare tutti a quel paese quando si cerca solo di vivere e lasciar vivere, ma evidentemente per certe persone non è possibile nè immaginabile.
Le persone devono scavare, chiedere, informarsi, sorriderti, prenderti come modello, confrontarsi. Io dico a queste persone: fatelo, ma non prendetemi in giro, non cercate di fregarmi, non cercate la competizione, perchè se avete un problema la soluzione sta solo dentro di voi, non sta nel primeggiare non sta nella vita esterna, ma solo ed esclusivamente dentro la vostra coscienza. Io ci combatto già abbastanza.

Friday, 6 February 2009

Un caffè con la museruola

comprare una moka. Ma su facebook si scrivono un mucchio di fesserie (fb è il diavolo).
La moka che ho trovato nel negozio meid in itali di Byres Rd costava 65 pounds. Ora. Non so. Ma io credo di essere quasi in crisi di astinenza...mi tremano le mani e sudo freddo. Allora forse dovrei andare al Kelvingrove Cafè o da Costa, quello nei sotterranei di una libreria, o da Beanscene dove dicono di fare vero caffè italiano, dove hanno i quadri più tristi del mondo. Tutte le "caffetterie" che si spacciano come tali hanno quadri osceni con vecchi ciccioni con la faccia da stregatto sudamericano, ma si chiamano Luigi o Mario e sono prozii sbarcati nel Kelvin (fiume glaswegiano) da Napoli nel lontano millenovecentoventiblabla.
E - Andiamo a bere un caffè
C - dove? un caffè vero?
E - non esistono caffè veri
C - non so...
E - da Costa
C - dov'è?
E - a Sauchiehall
C - lontano
E - a Beanscene di fronte a Kelvingrove gallery
C - lontano
E - in cucina?
C - non c'è la moka. Comunque non in tutti i caffè fanno entrare i cani.
E - ...
C - ...
E - non so, mettimi la museruola
C - ...perchè sei sempre così ambigua?
Le giornate sono un po' più lunghe adesso. Il sole tramonta intorno alle 17, o something like that.