Ecco come vivono certe persone.
Sono beatamente seduta per terra nel corridoio viola della mia casa glaswegiana, certo la moquette non è il massimo della pulizia, i tappeti stanno per camminare da soli per andare a darsi una sciacquata in lavanderia, ma qui siamo tutti sereni e se non mi va di stare qui esco e vado al parco, dall'altra parte della strada.
Dalla cucina arrivano i suoni sordi delle pentole, delle stoviglie, le chiacchiere, le risate, la musica del giradischi, forse Santana. La finestra della mia camera canta col vento freddo del nord, i vestiti sono sparsi sulle sedie.
Ma ecco come vive certa gente: nel corridoio viola ci sono due lampade giapponesi, in una delle due, proprio sopra la mia testa, ronza in continuazione una mosca intrappolata.
E' insopportabile, non sta un attimo in silenzio, ronza, ronza, vola da più di un'ora come impazzita, nella sua piccola prigione di carta; si scaglia contro le pareti, poi si quieta, poi riprende la sua folle corsa contro la prigionia, passa milioni di volte vicino all'apertura della lampada da cui io posso vederla. E' lì la libertà, stupida mosca idiota, la puoi vedere, la sfiori in continuazione ma viri nuovamente verso l'alto, la ignori. Se tu avessi un collo potresti abbassare la testa e vederla proprio sotto ai tuoi piedi, invece rimani come un automa a sfregarti le sudice zampette e volare, volare, volare. Che senso ha poter volare in un lampadario giapponese di pochi centimetri cubici?
Ecco come vivono certi uomini e certe donne.
Io esco e vado al parco; al diavolo la domenica, al diavolo il pranzo, al diavolo la tv e le lampade giapponesi.
Sunday, 7 September 2008
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